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Viale Vicenza 4/1
Marostica

Heritage

 

HERITAGE

Tutto ha inizio in Veneto, regione cara al ciclismo.

Terra di talenti e spesso scenario di imprese epiche, il Veneto è anche la terra d’origine di Giovanni Battaglin.

Da ciclista professionista, Giovanni Battaglin ha scritto pagine memorabili della storia di questo sport. E’ passato alla storia come l’unico ciclista italiano capace di vincere il Giro D’Italia e la Vuelta D’Espana nello stesso anno, il 1981.


LA FORZA DI ESSERE CAMPIONE

Nel corso della sua carriera ha ottenuto 84 vittorie, partecipando a 10 Giri D’Italia, 5 Tour De France e 8 Campionati del Mondo.

Il debutto nel ciclismo arriva nel 1973, quando partecipa al suo primo Giro d’Italia tra mostri sacri come Merckx, Gimondi, Fuente, riuscendo addirittura nell’impresa di salire sul podio, al terzo posto.  

Da subito mette in luce le sue doti di passista-scalatore, che ne contraddistinguono lo stile sui pedali.

Nel 1981, alla soglia dei trent’anni, ecco l’apice della sua carriera ciclistica, “l’accoppiata vincente”: la vittoria di Vuelta di Spagna e Giro D’Italia lo consacra definitivamente.

L’azienda Battaglin Cicli nasce nello stesso anno, quando Giovanni ed il suo meccanico di fiducia allestiscono un'officina vicino al centro di Marostica.

L'ambizioso intento che li guida è quello di creare biciclette da competizione.

I primi modelli prendono il nome delle leggendarie vittorie del 1981, il modello "Giro" e il modello "Vuelta": presentati al Salone del Ciclo e del Motociclo nello stesso anno riscuotono un enorme successo.

Iniziano le sponsorizzazioni da parte di importanti marchi italiani e le vittorie degli atleti professionisti in sella a biciclette Battaglin.

Tra tutte, la spettacolare tripletta del 1987 di Stephen Roche, che sale sul gradino più alto del podio al Giro d'Italia, al Tour de France e al Campionato Mondiale.

L'azienda cresce attraverso nuovi ed innovativi modelli come "S. Remo", "Mirage", "Arena", "Magnum", fino ad arrivare alla moderna produzione in carbonio di oggi, telai ultraleggeri e dallo stile unico.


Intervista a Giovanni Battaglin

Per me il ciclismo è passione pura, amore.

Mi ha dato tanto nella vita, e da parte mia ho ricambiato dedicando tutta la mia vita alla bicicletta.

Nel 1981, dopo aver vinto Giro d’Italia e Vuelta, ho fondato il mio marchio.

Abbiamo iniziato in 3, io e due meccanici. Anche se negli anni seguenti l’azienda è cresciuta molto, ho sempre preso parte personalmente ai progetti di sviluppo dei nuovi prodotti.

Sono affascinato dalla meccanica della bicicletta da corsa, e nella mia attività di imprenditore ho cercato di trasferire le sensazioni e le dinamiche del corridore ai prodotti che portano il mio nome.

 

Basta pensare che una delle mie prime invenzioni è la guarnitura a tre corone, che ho progettato e costruito da ciclista nel 1978.

Al tempo correvamo con cambi a 6 velocità. Così, alla vigilia di una corsa a tappe che prevedeva una salita molto ripida, mi sono ingegnato per trovare una soluzione che mi consentisse di affrontarla con più facilità.

Ho realizzato da me una terza corona per la guarnitura, che mi ha consentito di avere rapporti migliori  per scalare e aggiudicarmi quella la corsa.

Così è nata la guarnitura tripla, poi copiata e riprodotta da tutte le maggiori aziende.

Un altro episodio che descrive bene la mia passione per la meccanica e lo sviluppo della bicicletta risale al 1982. Quell’anno correvo per il Team Carrera e allo stesso tempo gestivo la produzione di biciclette Battaglin, le biciclette ufficiali della squadra.

Abbiamo iniziato a sperimentare e testare nuovi materiali come la fibra di carbonio, costruendo una nuova bicicletta chiamata Pirana. E’ stata una delle prime biciclette al mondo con telaio in fibra di carbonio.

Grazie alla FIR abbiamo realizzato anche le ruote in carbonio, testando le biciclette nella galleria del vento.

Roberto Visentini avrebbe dovuto utilizzare quella bici nella cronometro del Giro d’Italia. La bici era velocissima, così innovativa e superiore alle altre da essere squalificata dai giudici del Giro!

Secondo il verdetto, la bici avrebbe concesso un vantaggio troppo superiore al nostro corridore.

Così Pirana non ha mai visto la linea di partenza, ma in ogni caso ci ha dato molta popolarità. Riviste specializzate in tutto il mondo ne hanno parlato, un riconoscimento dei nostri sforzi nella ricerca di prodotti innovativi.